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L'abazia di Villar San Costanzo era il cuore pulsante dei monaci benedettini e dell'economia del territorio villarese. La parrocchia si trova alle porte del paese ed è importante per la preziosa cripta, la cappella di San Giorgio magnificamente affrescata dal pittore Pietro da Saluzzo nel 1469, la teca che contiene la lastra marmorea intrisa del sangue di San Costanzo. Edificio romanico, con campanile gotico e facciata barocca, racchiude al solo sguardo secoli di storia. Caratteristica la festa patronale del 12 settembre, dedicata ai santi Vittore e Costanzo, con processione religiosa scortata da soldati romani a cavallo in costumi d'epoca.

Brevi Cenni storici:

l'Abazia fu fondata nel 712 per volontà del Re Longobardo Ariperto II. Subì una prima distruzione durante l'invasione saracena della pianura cuneese, come tutti gli edifici abbaziali della zona. Quale fosse la reale consistenza degli edifici intorno a quest'epoca si può desumere da quanto resta del complesso abbaziale; esso era costituito da tre corpi comunicanti: la chiesa, il convento e le abitazioni dei contadini; il tutto racchiuso in un muro di cinta. Dopo la distruzione dei Saraceni ed una prima ricostruzione nel XI secolo, in particolare con Adelaide di Susa, il complesso subì successivi danneggiamenti con la guerra tra Manfredo IV di Saluzzo ed gli angioini ad inizio secolo XIV.

La nuova ricostruzione del monastero, della chiesa e del villaggio fu opera dell'abate Dragone Costantia di Costigliole fra il 1316 e il 1341; alla morte dell'abate la vita conventuale decadde. Verso il 1450 l'abate Giorgio Costantia di Costigliole restaurò le strutture cadenti e si fece costruire una cappella funeraria nella navata di destra e ad affrescarla chiamò il pittore Pietro da Saluzzo. Si possono ammirare gli affreschi e l'arca marmorea che l'abate Giorgio si era fatto scolpire dai fratelli Stefano Costanzo e Maurizio Zabreri, contemporaneamente alla costruzione della cappella.

Dalla cappella di San Giorgio si accede con una scala in pietra alla cripta divisa in tre navate, con file di sette colonne isolate sormontate da capitelli che che sorreggono gli archivolti a tutto sesto poggianti su altre dieci colonne addossate al muro perimetrale. Al di sopra della cripta si trovano le tre absidi delle tre navate originarie e a ridosso dell'abside di destra nella zona presbiterale è inserito il campanile di epoca romanica.

Nel 1722 l'architetto Francesco Gallo di Mondovì fu incaricato del rifacimento della chiesa e ciò comportò l'inserimento della nuova struttura barocca ella navata centrale. Il Gallo però, con il suo intervento innovatore, aveva risparmiato le absidi che furono oggetto di restauro solo nel 1859 quando venne edificata la Confraternita con due muri semicircolari simmetrici, opposti alle absidi delle navate sinistra e centrale, di cui resta oggi quasi intatta la struttura esterna (portale neoclassico) ed interna. Nel 1978-79, durante i restauri della cappella Costanzia furono riportati alla luce gli affreschi delle storie di San Giorgio. Esternamente la chiesa presenta chiaramente visibili le sue origini e la sua evoluzione. L'abside e il campanile sono di chiara origine romanica, mentre si può notare l'intervento ottocentesco della facciata della Confraternita con timpano triangolare addossato al campanile sul lato settentrionale. Il corpo di fabbrica principale è di epoca barocca, mentre la facciata della stessa epoca ha subito rimaneggiamenti ottocenteschi nelle decorazioni.La chiesa è composta da una navata centrale da cui si aprono due altari lateali, uno sulla destra e uno alla sinistra.

Dalla navata di destra si accede alla cappella Costanzia, dove sono presenti gli affreschi delle storie di San Giorgio. L'importante complesso pittorico della cappella Costanzia è così sinteticamente descrivibile: su ogni vela della volta a crociera è raffigurato un evangelista assiso è nell'atto di scrivere l'inizio del proprio Vangelo; sulla parete dell'altare antico: la Madonna in trono con il Figlio, fra santi e martiri; San Giorgio che battezza i Seleniti e decapitazione del Santo; sulla parete a destra dell'altare: storie della vita di San Giorgio; sugli intradossi degli archi: tondi con Santi, scudi araldici dei Costanzia, iscrizione dedicatoria e firma di Pietro da Saluzzo; sulle pareti esterne della cappella: storie della vita di San Giorgio; sul pilastro antistante la cappella: le stigmate di San Francesco.

Elenco degli affreschi della Cappella Costanzia con le storie di San Giorgio (queste ultime desunte dalla "Legenda aurea" di Jacopo da Varagine - 1260).

1. Combattimento di San Giorgio con il dragone;
2. Trasporto del corpo del dragone;
3. Incontro tra San Giorgio e Daziano;
4. Tortura di San Giorgio;
5. Richiesta di aiuto in attesa della tortura;
6. Nuovo incontro tra San Giorgio e l'Imperatore;
7. Liberazione dalla tortura della ruota;
8. Daziano cerca di guadagnarsi l'amicizia di San Giorgio;
9. Preghiera del santo davanti al tempio e crollo del medesimo con i suoi idoli;
10. Confessione della fede da parte di Alessandria;
11. Martirio di Alessandria;
12. Resurrezione dei morti;
13. Battesimo dei trapassati;14. Madonna in trono;
15. Martirio del Santo.

I gruppi di visitatori che desiderano visitare il complesso dll'ex Abbazia Benedettinae, in date non segnalate nel nostro calendario aperture, possono comunqueinformarsi presso il numero telefonico della segreteria del comune di Villar San Costanzo o scrivendo a sancostanzo@provillar.it; tutte le informazioni vi saranno fornite dallo staff incaricato. Per info e prenotazioni: Tel 0171 902087 (segreteria comunale), sancostanzo@provillar.it