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DA DOMENICA 29 MARZO 2015 RIAPRE IL PUNTO DI ACCOGLIENZA NELLA RISERVA NATURALE DEI CICIU DEL VILLAR

Dopo l’indubbio successo dello scorso anno, da domenica 30 marzo riapre il punto di accoglienza nella Riserva Naturale dei Ciciu del Villar.
L’Ente Parco Naturale del Marguareis su proposta del Comune di Villar San Costanzo, anche quest’anno ha affidato alla Pro Villar la gestione dei servizi di informazione ed accoglienza turistica.
Il costo ordinario del biglietto di ingresso alla Riserva dei Ciciu è stato fissato in 3 euro (gratuito per i bambini nei gruppi famigliari sino a 12 anni compiuti di età).
Il biglietto è ridotto a 2 euro per gruppi organizzati oltre le 20 persone e per le scolaresche.
L’Ente Parco, nell’ambito di una specifica convenzione firmata fra il Presidente del Parco Armando Erbì ed il Presidente della Pro Loco Enrico Golè, continuerà a curare la manutenzione dei sentieri, delle aree e delle strutture e mette a disposizione della Pro Villar il Centro Visita,  le aree attrezzate per il pic-nic, lo spazio giochi, il museo diffuso “Ciciuvagando” ed i servizi igienici.
La Pro Villar, dal canto suo, allestirà all’ingresso della Riserva una casetta informativa dove saranno anche messi in vendita alcuni gadget ed il nuovo DVD delle Riserve del Parco Naturale del Marguareis.

“Grazie al piccolo contributo che si chiederà ai visitatori della Riserva sarà possibile avere 7 giorni su 7 il centro visite aperto, il servizio di informazioni turistiche, le aree attrezzate pulite, l'eventuale accompagnamento guidato e inoltre alcuni ragazzi di Villar S. Costanzo avranno una seppur modesta occasione di lavoro e di reddito” – dice il Presidente del Parco Armando Erbì.

L’ accesso a pagamento nella Riserva dei Ciciu si protrarrà sino al 5 ottobre (dalle 9 del mattino alle 19). Dal 6 ottobre al 2 novembre ingresso a pagamento solo sabato e domenica 10 e 18.

Per prenotare visite accompagnate con guida naturalistica, didattiche nel parco, gite scolastiche o comitiva, contattare lo staff incaricato. Grazie per la vostrà disponibilità!

email: riservadeiciciu@provillar.it

Telefono Centro Visita Riserva: 327 1176661 (PRIMAVERA / AUTUNNO, tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00).

PACCHETTI TURISTICI SU PRENOTAZIONE

- Ingresso singolo Riserva dei CICIU (visita senza guida naturalistica): € 3,00/cad.

- Ingresso singolo Riserva dei CICIU (visita con guida naturalistica - minimo 10 persone): € 5,00/cad.

- Ingresso singolo Riserva dei CICIU con pranzo convenzionato (visita senza guida naturalistica): € 18,00/cad. (adulti) - € 10,00/cad. (bambini)

- Ingresso singolo Riserva dei CICIU  con pranzo convenzionato (visita con guida naturalistica - minimo 10 persone) €  21,00/cad. (adulti) - € 13,00/cad. (bambini)

- Ingresso comitive/scolaresche (min. 20 persone): € 2,00/cad.
Menù per le scolaresche € 10,00/cad. (Pasta + bistecca impanata + patatine + acqua)

- Possibilità di effettuare su richiesta o in occasione di Compleanni/Grest/Gite organizzate dei CESTINI comprendenti Focaccia/Pizza - Bibita a  5,00/cad.

RISERVA NATURALE I CICIU DEL VILLAR

Territorio: la riserva naturale è stata istituita nel 1989, ed è amministrata dall'Ente di gestione "Parco naturale del Marguareis"; si trova a Villar San Costanzo, in località Costa Pragamonti (Val Maira), ad una quota compresa tra 650 e 950 m., e si estende su una superficie di 64 ettari. La riserva è nata per proteggere un fenomeno di erosione molto particolare: le "colonne di erosione" (anche chiamate "piramidi di terra", o "funghi di erosione"), che si ergono ai piedi del massiccio del monte san Bernardo. Queste formazioni sono sculture morfologiche naturali, con una tipica forma di funghi, il cui cappello è costituito da un masso erratico (anche di notevoli dimensioni) ed il cui gambo è costituito da terra e pietrisco. In quest'area queste colonne di erosione prendono il nome popolare di ciciu, parola piemontese che significa pupazzo, fantoccio. Nel 2000 è stato effettuato un censimento a cura di Alberto Costamagna, ricercatore del dipartimento di Geografia Fisica dell'università di Torino, durante il quale sono state contate 479 formazioni concentrate in un'area di circa 0,25 km², a volte isolate, a volte raggruppate. Anche le dimensioni delle formazioni possono variare: l'altezza può oscillare dal mezzo metro delle più basse, fino ai 10 metri di quelle più alte, anche se generalmente non supera i 2 metri; il diametro del "gambo" varia tra 1 e 7 m. (generalmente intorno ai 3 m.), mentre quello del "cappello" può arrivare fino agli 8 m. Questo fenomeno naturale è simile a quello delle piramidi di terra dell'Alto Adige, che ha portato alla formazione di colonne di erosione nelle zone di Renon e Plata, o ai camini delle fate della Cappadocia; ma piramidi di terra sono visibili anche a Segonzano (Trento), Cislano (Brescia) e Postalesio (Sondrio).

Storia: i "ciciu" si sono formati presumibilmente al termine dell'ultima era glaciale, in seguito allo scioglimento dei ghiacciai che portò il torrente Fausimagna (affluente di sinistra del torrente Maira) ad esondare, erodendo le pendici del monte San Bernardo e trasportando a valle un'enorme massa di detriti. Questo portò alla formazione di un conoide alluvionale costituito da un terreno rossiccio, ricco di sostanze ferrose, che costituisce i gambi degli attuali funghi di erosione. In seguito, presumibilmente per effetto di frane e terremoti, rotolarono a valle diversi massi staccatisi dal monte San Bernardo: pietre di colore più scuro, che ricoprirono il terreno alluvionale. A poco a poco il Fausimagna ricoprì anche le pietre scure, fino a quando, per effetto dei violenti movimenti tettonici avvenuti durante il Pleistocene superiore, il terreno subì un improvviso innalzamento, e il fiume si ritrovò a scorrere più in basso. Iniziò quindi ad erodere il terreno, riportando alla luce i sassi che aveva ricoperto, arrotondandoli e levigandoli a poco a poco. Allo stesso modo il terreno subì l'azione erosiva degli agenti atmosferici: ma mentre il terreno poco coerente del versante della montagna venne portato via facilmente, i sassi fornirono una sorta di "protezione" alle colonne di terreno sottostanti, riparandoli come se fossero ombrelli. Il risultato è quello che vediamo ancora adesso, con i massi erratici sorretti da colonne di terreno.

L'azione erosiva non si è ancora fermata ai nostri giorni: continua ad avvenire, per effetto delle piogge e di rigagnoli che si formano dopo di esse, ma in modo più lento. Tuttavia accade talvolta che la colonna di terreno che sorregge un masso, per effetto dell'erosione, diventi troppo sottile: in questo caso il "ciciu" si distrugge, e il masso rovina a terra, esponendo il gambo a un'erosione accelerata, e proteggendo dal dilavamento una nuova porzione di terreno (ponendo quindi una situazione favorevole alla creazione di un nuovo ciciu, anche se i tempi sono ovviamente molto lunghi). Lo studio effettuato nel 2000 ha poi evidenziando la presenza di almeno due diverse generazioni di colonne di erosione: i "ciciu" si sarebbero quindi formati in almeno due fasi evolutive distinte.

Leggende: nei secoli si sono sviluppate varie leggende sull'origine di queste formazioni erosive: o frutti di incantesimi oppure frutti di miracoli. Ad esempio, secondo una leggenda i ciciu si formerebbero nottetempo per effetto delle masche, le streghe del folklore piemontese, oppure sarebbero delle masche trasformate in pietra, dopo un uragano che avrebbe interrotto un rito magico di un sabba, con nefaste conseguenze. Ma la leggenda più diffusa è quella che vuole i "ciciu" formatisi in seguito ad un miracolo di San Costanzo, un legionario romano della legione "Tebea" che, secondo la tradizione, venne martirizzato intorno all'anno 303-305 d.C., durante la persecuzione dei cristiani attuata dall'imperatore Diocleziano. Si narra che San Costanzo fosse arrivato fino al monte San Bernardo, per sfuggire a 100 soldati romani che volevano ucciderlo; ad un tratto si voltò verso i legionari che lo schernivano e minacciavano di morte, e disse loro: "o empi incorreggibili, o tristi dal cuore di pietra! In nome del Dio vero vi maledico. Siate pietre anche voi!", e così si formarono i "Ciciu". Questo non bastò però a salvare il santo, che fu raggiunto da altri legionari, e ucciso sul monte San Bernardo: nel XII secolo nel luogo dell'uccisione venne costruito il santuario di San Costanzo al Monte, visitabile ancora ai nostri giorni.

Morfologia: i "ciciu" sono funghi rocciosi composti, come si è detto, da due parti: da un "cappello" di gneiss occhiadino, un tipo di roccia metamorfica di origine magmatica caratterizzata da bande grossolane di minerali alternativamente chiari e scuri, tipica del massiccio Dora-Maira (dominio geologico alpino che si estende dalla bassa Valle Maira alla media Valle Susa); e da un "gambo" di terra e pietrisco, costituito prevalentemente da una frazione fine (al 90% limo e sabbia, al 10% argilla), a cui si aggiungono frammenti di quarzo, gneiss e micascisti: una miscela molto friabile, cementata da una matrice silicea ricca di ossidi di ferro, che le conferisce il tipico colore rossastro.

Flora e fauna: la riserva non protegge solo le strutture dei "ciciu", ma vi si trovano anche una fauna e una flora molto ricche. Il bosco in cui è immerso il "giardino roccioso" è composto prevalentemente da querce roverelle e castagni, ma è stata stimata la presenza di circa 300 specie floristiche diverse. L'abbondante vegetazione svolge anche un compito "morfologico", rallentando l'azione erosiva degli agenti atmosferici e proteggendo così i "ciciu". La fauna è quella tipica della zona: vi si trovano molte specie di uccelli, fra cui il picchio muratore, il picchio rosso minore, il picchio verde, la cincia dal ciuffo e la cinciarella, il codibugnolo, il fiorrancino, il regolo, la poiana, il falco pellegrino, la civetta, l'allocco e il barbagianni. Fra i mammiferi la presenza predominante è costituita dai ghiri, ma è stata segnalata la presenza anche di scoiattoli, volpi, cinghiali, caprioli, donnole, faine e tassi.

Percorsi: l'area è sempre aperta ed è visitabile tutto l'anno, è dotata di servizi igienici ed aree attrezzate per il pic-nic. Presso il "Centro visite" si può reperire materiale promozionale e didattico ed opuscoli informativi, ed i guardaparco sono a disposizione per fornire ogni tipo di ragguaglio sulla Riserva Naturale. Su prenotazione è possibile effettuare visite guidate per le scuole. I visitatori possono fruire di tre diversi percorsi per conoscere ed ammirare i Ciciu del Villar: il percorso turistico (Ciciuvagando), con un tempo di percorrenza di circa 45 minuti; il percorso escursionistico che inizia da una diramazione del percorso turistico e si snoda lungo la Costa Pragamonti, in direzione del Colle Liretta, con un tempo di percorrenza di circa due ore; il percorso ginnico, con 16 stazioni dotate di attrezzi sportivi in legno lungo un vallone di circa 500 metri. Inoltre vi è la possibilità di raggiungere in circa 3 ore il Colle della Liretta, da cui ci si può lanciare con deltaplani e parapendii. Dalla fine del 2007 l'area è inoltre diventata un sito di riferimento del Cuneese per la pratica del bouldering; occorre comunque precisare che questa attività è praticata sui massi e sulle formazioni rocciose che si trovano a margine della riserva, e non sui "ciciu" (anche perché è assolutamente vietato arrampicarsi sui "ciciu", in quanto un'attività simile rischierebbe di rovinarli irreparabilmente).