Calendario Aperture Home
 
CONSULTA IL PDF PROGETTO CONSUTIVO 2012/2014 DI SAN COSTANZO AL MONTE
 
 

Il Complesso Monumentale di San Costanzo al Monte, bene storico di grande valenza artistica ed architettonica e luogo ricco di spiritualità che affonda le sue radici nei primi secoli del Cristianesimo, è di proprietà della  Provincia di Cuneo e della Parrocchia di San Pietro in Vincoli di Villar San Costanzo.

Con una convenzione stipulata nell’autunno 2011, l’Amministrazione Provinciale di Cuneo ha affidato San Costanzo al Monte in custodia al Comune di Villar San Costanzo; nel febbraio 2012 la Giunta Comunale, con il benestare della Parrocchia, ha deliberato l’affidamento in gestione di San Costanzo al Monte all’Associazione Turistica Pro Villar.

Nell’ambito della convenzione, il gruppo Amis ëd San Costan della Pro Villar ha predisposto un ambizioso progetto per la pianificazione, organizzazione e gestione delle attività di valorizzazione di San Costanzo al Monte, in sinergia con gli altri siti di interesse turistico, culturale e naturalistico del territorio.

Il progetto, avviato nell’aprile 2012, prevede un calendario di aperture al pubblico per visite individuali, curate dal gruppo dei Volontari per l’Arte, visite su prenotazione per gruppi, eventi-cornice quali mostre fotografiche, concerti di musica tradizionale e rievocazioni storiche con costumi d’epoca, come da programma disponibile sui siti www.sancostanzoalmonte.it e www.provillar.it

Per informazioni e prenotazioni contattare telefonicamente gli Uffici Comunali al n° 0171.902087 o inviare una e-mail a sancostanzo@provillar.it

CENNI STORICI:

San Costanzo è annoverato tra i soldati cristianizzati della Legione Tebea inviati ad Agaunum (nell'attuale zona di Martigny) per domare i rivoltosi Bagaudi. Tra i sopravissuti alle decimazioni inflitte ai legionari per disubbidienza ad ordini contrastanti con la loro fede cristiana, Costanzo avrebbe raggiunto con alcuni commilitoni la Val Maira incorrendo infine, in conseguenza della diffusione evangelica ivi intrapresa, in nuove persecuzioni. Ultimo rimasto, nel 303 o 305 d.C. Costanzo viene decapitato nel luogo che oggi ospita il complesso di San Costanzo al Monte. Nella tradizione locale è il 18 settembre, oggi giorno di celebrazione del Santo quale patrono di Villar San Costanzo. Le reliquie del legionario Costanzo, originalmente custodite in un sacello eretto dai primi fedeli, sarebbero state successivamente trasferite in una nuova struttura ricostruita a tal fine, nel medesimo luogo del martirio, dagli stessi monaci benedettini che fondano a valle l'Abbazia di San Costanzo, storicamente risalente all'anno 712, ultimo anno di regno del longobardo Ariperto II. Dopo un periodo di crescente ruolo dell'ordine benedettino nel restante periodo longobardo e sotto il successivo dominio caroligio, una progressiva caduta della difensiva territoriale verso predatori esterni consente invasioni e saccheggi in tutto il Piemonte. Nel secolo X anche i possedimenti benedettini di Villar sono oggetto di distruzione, tradizionalmente ascritta a colonizzatori saraceni provenienti dal loro insediamento di Frassineto, presso l'attuale Saint Tropez. Nuove e più solide soluzioni architettoniche, quella romanica prima e quella gotica nei secoli seguenti, sostengono la ricostruzione sia dell'abbazia benedettina sia del connesso Santuario di San Costanzo al Monte, la cui storia parallela è segnata dalla condivisione di alternanti splendori e rovine. Nel 1091 viene storicamente collocato l'avvio di una prima serie di ricostruzioni, anche con il re-impiego di materiali della pre-esistente struttura, per volontà di Adelaide di Susa, ultima discendente del re Arduino e protettrice di molti monasteri piemontesi. Nel 1190 Villar si pone sotto la protezione della Chiesa episcopale di Milano, contro possibili ingerenze da parte dei confinanti marchesi di Saluzzo e marchesi di Busca. La protezione comporterà una serie di benefici tra cui, verosimilmente, l'apporto delle maestranze e dell' ingegno lombardi nella successiva serie di interventi costruttivi nel complesso romanico del Santuario di San Costanzo al Monte, di cui restano a testimonianza molte soluzioni architettoniche. In particolare, con la costruzione della parte superiore della chiesa in riproduzione della pianta della sottostante cripta, prende corpo quella struttura a piani sovrapposti per la quale la Chiesa di San Costanzo al Monte costituisce attualmente esempio non comune. I conflitti che già travagliano il secolo successivo, aggravati dalle avversità climatiche ed epidemie che segnano l'inizio del '300, non risparmiano il complesso benedettino di Villar San Costanzo. Delle successive ricostruzioni e modifiche apportate al Santuario di San Costanzo al Monte nel secolo XIV, gli archi a sesto acuto e il fabbricato a destra del portone di accesso al cortile, restano a testimonianza del cambio di stile derivato dall'architettura gotica che, nata in Francia già nel XII secolo, si è nel frattempo diffusa anche in Italia. Dopo una nuova successione di decadenza e di nuovi interventi sia di restauro sia di arricchimento, nel 1473 la morte dell'Abate Giorgio Costanzia segna la fine della protezione dell'Arcidiocesi di Milano. Con la sua trasformazione in Commenda, si chiude con il secolo XV anche l'ultimo periodo di splendore dell'autonomia abbaziale in un teatro di contesa tra i Marchesi di Saluzzo e gli emergenti Duchi di Savoia, fino alla definitiva soppressione della vita monacale, avvenuta nel 1606. Le reliquie del Santo decapitato, secondo tradizione ritrovate nella cripta di San Costanzo al Monte da un negromante nel 1580, sono oggi custodite nella Parrocchiale di San Pietro in Vincoli. L'attuale facciata della Chiesa di San Costanzo al Monte, affrescata con l'immagine del Santo con gli emblemi caratteristici della legione tebea (palma del martirio, spada e stendardo con croce rossa in campo bianco), ricorda le modifiche apportate nei secoli XVII e XVIII, cui risalgono verosimilmente anche i fabbricati esterni sulla parete sud della Chiesa. Con l'epoca napoleonica, il passaggio a proprietà privata segna l'inizio di radicali manomissioni e cambi di destinazione d'uso del complesso di San Costanzo al Monte. La fontana a fronte della Chiesa ed il fabbricato risalgono al secolo XIX. Dopo un protratto stato di abbandono, negli anni '80 del secolo scorso la Chiesa è oggetto di acquisizioni della parti di proprietà privata da parte dell'Amministrazione Provinciale e, eseguiti alcuni scavi archeologici nel 1994, di qualche primo lavoro di consolidamento e restauro fino agli interventi ultimati nel 2005.